
Ogni anno, in Italia, centinaia di milioni di euro destinati alla formazione rimangono inutilizzati. Si tratta di risorse già disponibili, provenienti da fondi interprofessionali, bandi regionali, programmi europei e altri strumenti pensati per sostenere la crescita delle competenze nelle imprese di ogni dimensione. Ne ha parlato Howay recentemente in un suo articolo.
La formazione finanziata rappresenta una leva strategica spesso sottovalutata: consente alle aziende di sviluppare e aggiornare le competenze dei propri collaboratori beneficiando di un concreto supporto economico. Non si tratta semplicemente di accedere a corsi “gratuiti”, ma di un sistema strutturato che permette di coprire un’ampia gamma di costi: dalla progettazione dei percorsi formativi ai compensi dei docenti, dai materiali didattici fino, in alcuni casi, al rimborso del costo del personale durante le ore dedicate alla formazione.
Come funziona davvero
Il percorso parte da un passaggio fondamentale: l’analisi dei fabbisogni formativi aziendali. Questi possono nascere dall’introduzione di nuove tecnologie, dall’evoluzione normativa, dallo sviluppo di nuovi prodotti o servizi, oppure dall’esigenza di rafforzare competenze già presenti in azienda.
Una volta definite le priorità, si individuano le opportunità di finanziamento più adatte, si verificano i requisiti di accesso e si procede con la presentazione del progetto. Dopo l’approvazione, si entra nella fase operativa con l’erogazione della formazione, seguita da monitoraggio, controllo dei risultati e rendicontazione finale.
Si tratta di un processo articolato, che richiede competenze specifiche. Per questo motivo, molte aziende scelgono di affidarsi a enti accreditati o partner specializzati, in grado di gestire l’intero iter e semplificare ogni fase operativa e burocratica.
I falsi miti più diffusi
Uno dei luoghi comuni più radicati è che la formazione finanziata sia destinata esclusivamente ai disoccupati. In realtà, i fondi interprofessionali – come Fondimpresa o Fondirigenti – sono pensati proprio per i lavoratori dipendenti. Esistono inoltre strumenti dedicati anche a lavoratori in somministrazione, liberi professionisti e titolari di partita IVA.
Un altro pregiudizio riguarda la qualità della formazione. Spesso si pensa che, essendo finanziata, sia di livello inferiore. In realtà accade l’opposto: gli enti accreditati devono rispettare standard rigorosi e sono soggetti a controlli. In molti casi, i corsi finanziati coincidono con quelli a pagamento: cambia la fonte del finanziamento, non la qualità dei contenuti né l’esperienza dei docenti.
C’è poi la convinzione che solo le grandi aziende possano accedere a questi fondi. Oggi questa barriera è superata: è possibile aderire anche con un solo dipendente e molti bandi regionali sono progettati specificamente per PMI e micro-imprese, con procedure semplificate.
Anche la burocrazia viene spesso percepita come un ostacolo insormontabile. È vero che esistono regole e passaggi formali, ma non è necessario gestirli internamente. Un partner affidabile può occuparsi di tutte le pratiche amministrative, consentendo all’azienda di concentrarsi esclusivamente sui propri obiettivi formativi.
Infine, circolano ancora dubbi sul valore delle certificazioni rilasciate. In realtà, gli attestati hanno piena validità legale, soprattutto per la formazione obbligatoria in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/2008), e spesso includono anche Open Badge digitali riconosciuti a livello internazionale, utili per valorizzare le competenze acquisite.
Un ultimo mito riguarda i contenuti: non si finanziano solo corsi tecnici o sulla sicurezza. Oggi l’offerta è estremamente ampia e include competenze trasversali e strategiche come leadership, intelligenza emotiva, gestione del cambiamento, digitalizzazione, intelligenza artificiale applicata e project management.
Quali costi si possono coprire
Attraverso i fondi interprofessionali e altri strumenti di finanziamento è possibile coprire numerose voci di spesa, tra cui:
- La progettazione e pianificazione del piano formativo.
- L’erogazione dei corsi e le attività d’aula o online.
- I compensi dei docenti e dei formatori.
- Il tutoraggio e il supporto ai partecipanti.
- I materiali didattici e le piattaforme di formazione.
- Le attività di gestione, monitoraggio e rendicontazione.
In alcuni casi specifici, come con il Fondo Nuove Competenze, è previsto anche il rimborso del costo del lavoro per le ore in cui i dipendenti partecipano alla formazione, rendendo l’investimento ancora più vantaggioso per l’impresa.





