Se Affitto una Casa a 500 euro quanto pago di Tasse?

Chi ha una seconda casa, anche piccola, e desidera ottenere una seconda entrata, può chiaramente affittarla. Con un affitto di 500€ al mese, quali saranno le tasse da versare? Nel caso in cui si possieda un’abitazione destinata all’uso abitativo e si opti per la locazione, sarà necessario, infatti, sottoporre il canone annuale incassato a tassazione nell’ambito della dichiarazione annuale dell’anno successivo.

Tassazioni sull’Affitto: Ordinaria o Cedolare Secca

È importante, quindi, valutare attentamente il tipo di tassazione da applicare al momento della registrazione del contratto di locazione. Come vedremo nelle prossime righe, il reddito derivante dall’affitto di un’abitazione può essere soggetto a due regimi fiscali: la tassazione ordinaria oppure la cedolare secca.

La Cedolare secca di può applicare non solo per gli affitti classici, ad esempio 4+4 e 3+2, cioè quelli prolungati, ma anche agli affitti brevi, qualora decidessimo di optare per la soluzione del Bed & Breakfast ed affittare tramite Booking.com o AirBnb, ad esempio.

E’ sempre meglio chiedere una Consulenza al proprio commercialista di fiducia, per capire bene in base alle esigenza come muoversi. In questa guida ci limiteremo a fornire tutte le informazioni utili, lasciando a voi al scelta sulla tipologia fiscale da applicare.

Affitto Casa a 500 euro, le imposte

Può capitare di ereditare un immobile senza avere una chiara idea su come utilizzarlo, magari perché è lontano o perché non è adatto alle dimensioni desiderate. Oppure, è possibile essere proprietari di più di un immobile senza avere bisogno di utilizzarne un altro.

In entrambe queste situazioni, una soluzione alternativa alla vendita per mantenere la proprietà in vista di un possibile utilizzo futuro è l’affitto, che consente di ottenere un reddito extra sicuro, nel frattempo, con un impegno limitato.

Tuttavia, è fondamentale considerare che è sempre meglio seguire tutte le norme e i regolamenti per evitare conseguenze indesiderate. Pertanto, affittare in modo non dichiarato è fortemente sconsigliato, poiché gli svantaggi superano di gran lunga i vantaggi a breve termine.

Nel caso in cui si decida di affittare una proprietà a terzi, le tasse da versare all’Agenzia delle Entrate sono calcolate sul reddito ottenuto dall’affitto stesso. Il proprietario dell’immobile locato può scegliere tra due opzioni, che determineranno il tipo di tassazione da applicare: la tassazione ordinaria e la cedolare secca.

Tassazione per diverse Tipologie di Affitto

Chiariamo il primo punto: per la registrazione dei contratti di locazione ad uso abitativo, è necessario corrispondere le seguenti imposte:

• L’imposta di registro, pari al 2% del canone annuale, moltiplicato per il numero di anni previsti;

• L’imposta di bollo, che ammonta a 16 euro per ogni copia da registrare, per ogni 4 facciate scritte del contratto e, comunque, per ogni 100 righe. Nel caso si scelga di stipulare un contratto di locazione pluriennale, si può optare per il pagamento dell’imposta di registro in un’unica soluzione o annualmente.

Cedolare secca

I contratti stipulati con la cedolare secca non richiedono il pagamento dell’imposta di registrazione e dell’imposta di bollo, che normalmente sarebbero dovute per la registrazione, la risoluzione e il rinnovo dei contratti di locazione.

Di conseguenza, il locatore non dovrà sostenere alcuna spesa nel momento della registrazione del contratto e nelle fasi successive. Al contrario, tali spese saranno applicabili se si opta per un diverso regime fiscale. L’opzione per il regime della cedolare secca può essere esercitata mediante la presentazione del Modello RLI in fase di registrazione del contratto o nelle annualità successive.

La scelta delle annualità successive deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente. Analogamente, è possibile scegliere la cedolare secca in caso di proroga, anche tacita, del contratto di locazione, purché la scelta venga effettuata entro 30 giorni dalla data della proroga. Il contratto può essere registrato presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o tramite i canali telematici resi disponibili dall’Agenzia stessa.

Affitti transitori

Anche per i contratti d’affitto transitori, che sono contratti ad uso abitativo validi per specifici motivi temporanei e con una durata minima di 1 mese e massima di 18 mesi, è possibile scegliere tra il regime ordinario e la cedolare secca.

Per quanto riguarda l’affitto di una casa a studenti universitari, è possibile usufruire della cedolare secca, a patto che il contratto abbia una durata minima di 6 mesi e massima di 3 anni, ed è rinnovabile automaticamente per un periodo analogo.

Affitti a canone libero e a canone concordato

Con il canone libero che dura di 4 anni con la possibilità rinnovare il contratto automaticamente per ulteriori 4 anni, l’IRPEF si applica sul 95% dell’importo dell’affitto incassato. Nel caso di un contratto di locazione a canone concordato, comunemente noto come “3+2”, dura tre anni prorogabili per ulteriori due, l’IRPEF si applica solo al 70% dell’importo annuale dell’affitto. È inoltre possibile ottenere una detrazione del 5%.

Calcolo delle Tasse in base al Reddito

Quando parliamo delle tasse sull’affitto, abbiamo due opzioni. La prima è quella di optare per il regime di tassazione ordinaria, che prevede il pagamento delle tasse in base alla propria aliquota IRPEF di appartenenza, tra le seguenti:

  • Reddito fino a 15.000 euro: aliquota del 23%;
  • Reddito tra 15.001 e 28.000 euro: aliquota del 27%;
  • Reddito tra 28.001 e 55.000 euro: aliquota del 38%;
  • Reddito tra 55.001 e 75.000 euro: aliquota del 41%;
  • Reddito superiore a 75.000 euro: aliquota del 43%.

In alternativa si può optare per il regime di cedolare secca: in tal caso, l’aliquota sarà fissa e ammonta al 21%.

Nel caso del regime di tassazione ordinaria, l’aliquota sarà costantemente del 23%, con un importo pari a 1.380,00 euro. Questo calcolo si basa sull’ipotesi che l’affitto rappresenti l’unica fonte di reddito. Optando per la cedolare secca, invece, le imposte ammontano a 1.260,00 euro.

Come affittare una casa senza pagare tasse?

Desideri trovare un modo per affittare la tua casa senza dover versare imposte? Tuttavia, secondo la legge del nostro Paese, ciò non è possibile.

La soluzione più simile a questa situazione è il comodato d’uso gratuito: con questo tipo di contratto, consenti all’inquilino di abitare nella tua proprietà per un periodo prestabilito, senza richiedere alcun pagamento. Non è certo per eludere le tasse che si opta per il comodato: lo si fa quando ad esempio abbiamo dei figli che andranno nell’appartamento, o parenti prossimi, ed effettivamente non desideriamo percepire da loro alcunché.

Le uniche imposte che deve pagare il proprietario riguardano l’Imu, perché, senza la presenza di un reddito derivato dall’affitto, non ci può essere una base imponibile IRPEF.

In ogni caso, quando si decide di affittare una proprietà, è importante considerare tutte le opzioni fiscali disponibili per scegliere quella più adatta alle proprie esigenze: ribadiamo che prima di fare qualsiasi cosa è necessario consultare un Commercialista.

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